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Era l’ultima tappa del Giro, una cronometro. Quarantuno chilometri da Soave all’Arena di Verona, tutti corsi in mezzo a due ali di folla festante. Era la prima volta che la Corsa Rosa si concludeva nella città scaligera: avevo sulle spalle la Maglia Rosa, ma eravamo in tre racchiusi in trentotto secondi. Quando sono entrato nell’anfiteatro romano, l’urlo della folla mi ha fatto capire che avevo vinto. Ero felicissimo: solo due giorni prima dell’inizio del Giro mi ero aggiudicato la Maglia Verde di leader della Vuelta di Spagna, ma la vittoria che sognavo di più e che da più tempo inseguivo, era proprio quella nella corsa a tappe italiana. Inoltre ero il primo veneto che la vinceva, per di più celebrandone il trionfo proprio sulle strade della mia Regione”.
Con queste parole Giovanni Battaglin, vicentino di Marostica, classe 1951, racconta ancora con l’entusiasmo nella voce e negli occhi, la sua vittoria al Giro d’Italia del 1981.
Nella sua carriera professionistica, Battaglin ha partecipato a 10 Giri d’Italia, 6 Giri di Svizzera, 5 Tour de France, 1 Giro di Spagna e 8 Campionati del Mondo.
Da dilettante ha ottenuto numerose vittorie, fra cui il Giro d’Italia dilettanti e il Trofeo Tricolore, oltre ad aver vestito la maglia azzurra ai Mondiali di Mendrisio.
Nel 1973, al suo primo Giro d’Italia, ottiene il terzo posto, facendosi notare subito per le sue grandi doti di passista-scalatore. Nello stesso anno, grazie a numerose vittorie, diventa il miglior neoprofessionista.
Nel 1974, vincitore al Giro dell’Appennino, partecipa al suo primo Tour de France.
Altre vittorie nel 1975, anno in cui –capitano della Jolly Ceramica- veste per 5 giorni la maglia rosa al Giro e si aggiudica la Coppa Sabatini.
Un anno dopo, arriva anche una vittoria di tappa al Tour (Caen). Del 1978 è la vittoria nella Coppa Bernocchi.
E siamo al 1979: Battaglin è capitano della Inoxpran, vince al Tour la speciale classifica degli scalatori e si aggiudica il sesto posto assoluto.
L’anno successivo si aggiudica la Milano-Vignola, la durissima tappa di Pecol al Giro d’Italia, la Milano-Torino e la Coppa Placci.
E’ terzo al Giro d’Italia.
Nel 1981, vince la Vuelta di Spagna, aggiudicandosi anche la crono-tappa. E’ l’anno della conquista della Maglia rosa: vince il 64° Giro d’Italia.
Battaglin ha così riscosso il premio di una carriera e il giusto riconoscimento al valore. E’ stato un campione vero, uno scalatore di classe, capace di buone performance contro il tempo ma il suo palmares, per quanto qualificato, non gli rende giustizia. Solo un corridore di forte personalità poteva resistere ad una serie di incidenti che gli sono costati almeno un altro Giro d’Italia, un podio sulle strade del Tour e forse un campionato del mondo a Valkenburg.
Tutte le sue amarezze, tuttavia, Giovanni le ha cancellate con una stagione prodigiosa nel 1981 riuscendo a realizzare una doppietta, Vuelta e Giro d’Italia, che prima di lui solo Merckx aveva saputo ottenere.