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Leader dei dilettanti - Zalf, da Fondriest a Basso 30 anni di trionfi Pronta una divisa speciale
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Nel 2012 la Zalf Euromobil Desirée Fior compirà 30 anni e, per l’occasione, la squadra
dilettantistica n. 1 in Italia (che da Fondriest a Savoldelli, da Basso a Cunego, ha lanciato tra i pro’ 73 corridori, con 8 titoli mondiali)
avrà una maglia speciale: sul consueto disegno tricolore, tornerà il marchio Euromobil.
A completare lo speciale kit disegnato per celebrare i primi 30 anni della Zalf Euromobil Desirèe Fior anche una bicicletta unica nel suo genere: la Battaglin C13, fornita agli atleti di Rui, Camillo e Faresin, infatti, avrà una verniciatura bianca-rosso-verde e blu studiata appositamente per l'anniversario targato 2012.
Il team trevigiano nel 2012 schiererà 21 atleti.
... e il ricavato, pari a 20 mila euro, sarà devoluto tramite la Croce Rossa Italiana alle popolazioni colpite dallo tsunami e dal rischio nucleare.
L’acquirente è un magnate tedesco, Georg Honkomp, alla guida della società Zeg che distribuisce vari marchi di biciclette in tutta Europa.
“Quando si è verificato il terremoto a Fukushima mi trovavo in viaggio d'affari vicino al luogo dell'incidente – afferma Georg Honkomp -. Con sgomento abbiamo seguito tutte le terribili immagini dal Giappone... Quale sofferenza inimmaginabile ha dovuto sperimentare il popolo di Fukushima e come ha radunato allo stesso tempo le forze per rialzarsi: tutto ciò mi ha colpito profondamente. Con l’acquisto di Fukushima 131 possiamo offrire alla popolazione del Giappone un piccolo aiuto e dare risalto a un'opera d'arte unica per il nostro settore specifico, che è quello del ciclismo. Quindi il mio grazie va all’artista Marco Chiurato e in particolar modo al signor Giovanni Battaglin. Questa bici da corsa, che sarà esposta nel mio ufficio, sarà per noi un costante ricordo di quel terribile evento, e ci ricorderà ogni giorno che dobbiamo fare tanto per conservare il nostro mondo”.
Grande soddisfazione anche per Giovanni Battaglin, campione di ciclismo degli anni ’80 e oggi affermato imprenditore, che assieme all’artista Marco Chiurato ha firmato questo esemplare di bicicletta, sintesi di arte e tecnologia.
“Siamo davvero grati a Georg Honkomp per questo suo atto di generosità, e anche per avere intuito l’unicità, quindi il valore dell’esemplare di cui entra in possesso – afferma Giovanni Battaglin -. Il nostro mestiere è costruire biciclette e non ci eravamo mai avventurati in una iniziativa così carica di valore umano, pertanto sono veramente fiero di avere contribuito ad una causa importante come quella del Giappone, di cui forse ci si è dimenticati troppo in fretta. Voglio rivolgere un ringraziamento a Marco Chiurato, che ha reso unica Fukushima 131, e a mia figlia Francesca, che ha creduto più di tutti in questo progetto ed è riuscita a condurlo in porto con grande caparbietà”.
Fukushima 131 non porta loghi di alcun genere, se non le due firme di chi l’ha concepita e realizzata. Il cerchio rosso, che si trova alla base, rappresenta la bandiera giapponese ma anche, metaforicamente, il territorio devastato e il dolore del popolo colpito dallo tsunami. Lo stesso punto rosso diventa visibile sul telaio della bicicletta, deformato da una forza superiore come quella della natura.
Il numero che le dà il nome, quello dello “iodio 131”, fa riferimento alla minaccia radioattiva che ha colpito la popolazione del Giappone. E che diventa monito per tutta l’umanità.
Al di là della somma di denaro che ora è possibile devolvere, il progetto Fukushima 131 ha avuto lo scopo di mantenere alto il coinvolgimento dell’opinione pubblica sulle conseguenze che il Giappone sta ancora vivendo a seguito della catastrofe ambientale, con particolare riferimento ai bambini e agli orfani.
Dopo la vittoria di Marco Benfatto a Molino dei Torti (Al), infatti, era arrivata la notizia della riscrittura dell'ordine d'arrivo del 52° Giro delle Valli Aretine, resasi necessaria in seguito alla squalifica di Yovcho Yovchev e della conseguente assegnazione della vittoria a Nicola Boem. Con i dilettanti a riposo, quest'oggi sono saliti sulla scena i professionisti per una delle più antiche classiche di fine stagione: la Coppa Sabatini di Peccioli (Pi) che vedeva al via nei panni dello stagista con la maglia della Colnago Csf anche Enrico Battaglin.
Il vicentino di Molvena (Vi), già terzo al Giro di Romagna ad inizio settembre, ha sfruttato l'ottima condizione fisica che martedì gli aveva consentito di chiudere al secondo posto la Coppa Città di San Daniele regolando allo sprint big del calibro di Davide Rebellin, dello spagnolo Daniel Moreno e del campione italiano Giovanni Visconti.
Una prova superlativa, quella del ragazzo maturato in questi anni alla scuola di Luciano Rui e Gianni Faresin che segue di pochi giorni la vittoria di un altro stagista 22enne, il tedesco Rudiger Selig, martedì, nel Memorial Frank Vandenbroucke.
Per Enrico Battaglin, che 22 anni li compirà il prossimo 17 novembre, si tratta della 21^ vittoria negli ultimi 4 anni: dopo il successo di San Daniele del Friuli (Ud) che lo lanciò tra i dilettanti a fine 2008, lo stagista della Colnago Csf ha scelto la Coppa Sabatini di Peccioli (Pi) per iniziare il proprio cammino tra i professionisti: una gioia immensa quella che si è regalato confezionando uno strepitoso sprint finale e dimostrando una volta di più di non soffrire di alcun timore reverenziale, nemmeno verso i professionisti più navigati.
Un baby terribile che con la sua prima vittoria da professionista ha fatto esultare anche Gianni Faresin “E' una vittoria che prima di tutto dà merito ad Enrico perchè si è impegnato fino a fine stagione onorando la maglia della Zalf e in una manciata di gare si è già ritagliato il proprio spazio tra i professionisti in vista del prossimo anno“ ha commentato il tecnico vicentino che da quattro anni segue da vicino Battaglin, che ha aggiunto “Questa vittoria mette a tacere le critiche che abbiamo ricevuto per la scelta di tenerlo alla Zalf anche in questo 2011: è la dimostrazione che Enrico è stato gestito bene, è cresciuto con gradualità ed ora è pronto per spiccare il salto verso i professionisti. Avrebbe meritato un posto ai campionati del mondo, ma purtroppo non è stato preso in considerazione.”
Per Faresin ad essere significativo, però, è soprattutto l'ordine d'arrivo di Peccioli “Vedo una sorta di passaggio di testimone: era una ventina d'anni che non si vedeva un giovane italiano salire al professionismo con delle credenziali così forti. A mio parere, l'ultimo era stato proprio Davide Rebellin nel 1992. Il fatto che Enrico lo abbia preceduto quest'oggi, rappresenta certamente un buon viatico per la sua carriera da professionista e conferma che i giovani che hanno la stoffa del corridore, possono crescere anche nel mondo del dilettantismo italiano.”
Immensa la soddisfazione di tutto l'entourage di patron Gaspare Lucchetta e di Egidio Fior, ad esprimerla sono le parole di Luciano Rui “Se i 40 successi li avevamo già conquistati, questa è la ciliegina che ci ripaga di tanto lavoro svolto anche in questa stagione” ha commentato, euforico, il tecnico di Vittorio Veneto “Vedere un nostro ragazzo, che fino a martedì ha corso con la maglia della Zalf, vincere tra i professionisti ci conferma che quanto abbiamo trasmesso ai talenti che sono passati da Castelfranco Veneto va nella direzione giusta. La soddisfazione è doppia perchè si tratta di un ragazzo nel quale abbiamo creduto molto e con il quale abbiamo potuto lavorare in maniera splendida in questi ultimi quattro anni.” E i frutti non si sono fatti attendere...